Il nostro territorio
In un territorio posto in una culla tra le valli dei fiumi “Verdura” e “Gebbia”, a circa cinquecento metri sopra il livello del mare, intorno alla sorgente Genenia, sorgeva il Feudo Culla, dal 1607 di proprietà della nobildonna Francesca Perollo. Di questa baronia facevano parte la “Casa del Feudo” e un isolato adibito ad abitazione per massari e vassalli. Nel 1609 Francesca Perollo andava in sposa al principe di Campofranco, Francesco Lucchese Palli, col quale fondava un borgo nel feudo portato in dote. Per rispetto delle origini dei Palli, che si facevano risalire alla città toscana di Lucca, la nobildonna preferì intitolare il borgo alla stessa città, chiamandolo Lucca.
Il borgo veniva ben presto popolato da abitanti delle limitrofe Burgio e Villafranca, cui venivano concesse salme di terreno in cambio di: bonifica; piantagioni e obbligo di costruirvi una dimora dove risiedere per almeno dodici anni.
Frattanto, il re Filippo IV di Spagna, alla baronia, concedeva anche il titolo di marchesato di Lucca.
La prematura morte di Francesco Lucchese Palli all’età di trentaquattro anni, avvenuta a Palermo dove i marchesi si erano trasferiti, costringeva Francesca Perollo a cedere titolo e privilegi.
Nel 1670, Girolamo Filangeri Corbera, signore di Santa Margherita Belice, acquisiva la titolarità del marchesato e la manteneva fino all’abolizione del feudalesimo. Allo stesso, succedeva il figlio Alessandro principe di Cutò. A seguito dell’unità d’Italia, nel 1863 veniva aggiunto l’appellativo Sicula, per distinguerla da quella toscana, divenendo pertanto: Lucca Sicula.
La vicinanza della fiorente Akragas, poi Agrigentum sotto i Romani e quindi Girgenti per gli arabi, col trafficato porto, consentiva a Lucca Sicula di poter esportare le produzioni agricole. Dopo l’anno mille, Agrigento è stata preda di Normanni, Svevi, Spagnoli e Borboni e da ognuno di questi popoli ha ricevuto doni di civiltà, con costruzioni e adornamenti di ogni genere che fanno di Agrigento una meta turistica desiderata dai più, in tutto il mondo. Ogni anno i turisti prendono d’assalto la Valle dei Templi che, se visitata da dicembre a febbraio, adorna dai mandorli in fiore, crea una scena suggestiva talmente coinvolgente che induce tutti al passa parola. La zona è sempre stata rinomata per aver dato le origini a personaggi di cultura tra cui, uno per tutti, Luigi Pirandello, la cui casa natale è meta di turismo internazionale. In contrada Caos, a strapiombo sul mare, nei pressi di Villaseta, tra Agrigento e Porto Empedocle, la casa di Pirandello, oggi monumento nazionale, oltre ad ospitare effetti personali e parte delle sue opere, è sede di numerose mostre allo stesso intitolate. Ad Agrigento città si può visitare la biblioteca intitolata al Maestro.
